Un cantiere-scuola in aiuto ai restauratoria far risplendere l’ingresso del Chiostro Grande della Basilica della SS Annunziata

Coinvolti 16 studenti dell’Istituto d’Arte di Porta Romana e Sesto Fiorentino all’interno del progetto di alternanza scuola lavoro Hands4work della Fondazione CR Firenze

Ciascuno di loro ha lavorato sulla pulizia di una lapide, per sei mesi, tre giorni a settimana. E questa mattina, 16 studenti dell’Istituto d’Arte di Porta Romana e Sesto Fiorentino hanno presentato il risultato del loro impegno collaborando con le maestranze al grande restauro dell’androne del Chiostro Grande della Basilica della Santissima Annunziata, finanziato da Fondazione CR Firenze nell’ambito della normativa Art Bonus. Il cantiere-studio è stato realizzato all’interno del progetto di alternanza scuola lavoro Hands4work di Fondazione CR Firenze, in collaborazione con l’Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte. Alla cerimonia sono intervenuti Carlo Sisi, direttore della Commissione Tecnica Arte della Fondazione CR Firenze, Benedetta Zini, responsabile del progetto di alternanza scuola lavoro Hands4work per la Fondazione CR Firenze, Claudio Paolini, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, Laura Lozzi, Dirigente del Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino e Claudio Rocca, Direttore dell’Accademia di belle arti.

I giovani, tutti selezionati dalle sezioni di pittura/scultura dell’Istituto di Porta Romana, sono stati divisi in tre gruppi e affiancati da restauratori esperti dello Studio Techne – Conservazione e restauro opere d’arte e dello Studio Bracciali. Hanno potuto vivere il cantiere di restauro nel pieno della sua attività operando sulle lapidi settecentesche della fascia basamentale dell’androne, appartenenti a nobili famiglie dell’area fiorentina e non solo. Si sono occupati della loro pulitura lavorando ogni giorno anche nei periodi più freddi dell’anno e con la loro passione e dedizione hanno contribuito a riportare all’antico splendore l’androne del Chiostro Grande che da anni era in uno stato di preoccupante degrado. “Questa per noi è stata un’opportunità importante – ha raccontato oggi – perché abbiamo potuto vedere all’opera dei professionisti e siamo stati da loro affiancati nel nostro lavoro. Abbiamo trovato segni del tempo ma anche scritte fatte a lapis che non sono state semplici da rimuovere dal marmo, contrariamente a quanto si possa pensare rispetto alla carta. Ognuno di noi aveva un compito preciso e noi oggi possiamo vederne il risultato”.