Renzo Scarpelli, uno degli ultimi mosaicisti fiorentini si racconta

Un libro fotografico celebra l’antica arte del “commesso” e la passione di un’intera famiglia che da 60 anni dipinge con le pietre.

Si contano sulle dita di una sola mano i maestri artigiani del mosaico in pietre dure, il cosiddetto “commesso fiorentino”. E Renzo Scarpelli, classe 1947, è uno di loro. Dal 1960, quando ragazzo entrò nel laboratorio di Giovanni Fiaschi per “rubare il mestiere con gli occhi”, non ha mai smesso di praticare questa antica arte, rimasta immutata nelle tecniche e nei materiali dal Cinquecento. Erede degli artigiani fiorentini della corte medicea, Scarpelli oggi svolge il proprio lavoro con la passione di sempre. La sua bottega “Scarpelli Mosaici”, situata a un passo dal Duomo di Firenze, è diventata nel tempo laboratorio e galleria per dare il giusto risalto a delle opere d’arte uniche.

Da qui, ogni anno, passano 24mila visitatori, attratti da gioielli, quadri, tavoli che, sfruttando tutte le sfumature delle pietre naturali, raffigurano paesaggi toscani, Firenze e l’Arno, bambini e animali che giocano, scene campestri, marine, nature morte, fiori. Un’eccellenza italiana, apprezzata in tutto il mondo per la sua unicità. Basta pensare che l’80% della produzione è assorbita dagli Stati Uniti. Insieme a Renzo, c’è un’intera famiglia: a partire dalla moglie, Gabriella, fino ad arrivare al figlio Leonardo, anche lui maestro mosaicista, e alla figlia Catia, che si occupa della parte commerciale. Oltre a un team di collaboratori specializzati.
Oggi la storia di questa famiglia, unita nel nome del commesso fiorentino, viene raccontata come un’avventura emozionante in un volume prestigioso arricchito con informazioni storiche e artistiche, e splendide immagini: “Noi Scarpelli, una storia a Firenze” (edizioni Conti Tipocolor, 130 euro, con il patrocinio di Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte).

Il libro, in vendita presso la galleria, intreccia la storia di Firenze e dell’arte del commesso con le vicende familiari, le esperienze artistiche, le curiosità, nonché una panoramica delle opere firmate Scarpelli che da Firenze sono andate a impreziosire le case di tutto il mondo.
«Con questa opera non raccontiamo solo la nostra storia. Il nostro intento è anche quello di lasciare una traccia concreta del lavoro che in questi anni è stato fatto e di come la nostra famiglia abbia conservato intatta una splendida tradizione artigianale in via di estinzione» spiega Catia Scarpelli.
«Il futuro di questa arte è oggi più che mai incerto, il ricambio generazionale è bassissimo, eppure il mondo continua ad apprezzare e a desiderare opere in commesso fiorentino» commenta Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze. «Il lavoro di Renzo Scarpelli, sia come artigiano sia come imprenditore, deve essere considerato un modello da seguire. Questo libro, ne sono certo, avrà anche il compito di stimolare i giovani artigiani ad avvicinarsi a una tecnica tanto complessa quanto affascinate, certamente faticosa, ma anche in grado di avere un mercato importante».
«La bottega della famiglia Scarpelli è il testimone di una tra le più rappresentative arti della nostra tradizione fiorentina e questo volume ne racchiude molti segreti. Nel raccontarci la storia, ci fornisce un esempio di sapienza e di grande successo di gestione dell’attività tradizionale secondo il modello contemporaneo dove il racconto e l’attività di marketing risultano molto importanti affiancati alla bottega, per favorire la comunicazione del prodotto e per calcare da protagonisti, i palchi delle più importanti kermesse dedicate all’eccellenza dei mestieri d’arte, come Homo Faber ad esempio» aggiunge Maria Pilar Lebole, responsabile di Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte.