Le JMA tra Parigi e Firenze

JMA2011Giovedì 31 marzo 2011, alla presenza del Ministro di Cultura e Comunicazione Frédéric Mitterrand e del ministro del Commercio e dell’Artigianato Frédéric Lefebvre, si è tenuta a Parigi la cerimonia di inaugurazione delle Journées des Métiers d’Art 2011.

I Francesi le sperimentano già da anni. Ma le Journées des Métiers d’Art non hanno ottenuto da subito il successo eclatante di cui si parla oggi. Anzi, all’inizio è stato difficile convincere artigiani e visitatori a entrare nella mentalità dell’evento. Non tutti ne comprendevano l’importanza, non tutti ne coglievano gli intenti, non tutti ne condividevano l’interesse.
Oggi possiamo dire che le cose sono molto cambiate. 1.370000 i visitatori che dal 1 al 3 aprile hanno bussato alla porta degli atelier francesi per conoscere direttamente dagli artigiani i segreti e le meraviglie delle loro professioni. In un week end piovoso e tutt’altro che primaverile, sono stimati in circa 4/5.000 i visitatori che hanno percorso la sola città di Parigi passando da un atelier all’altro e ben 30.000 quelli che hanno partecipato agli eventi nella regione della Lorena. I numeri sono ancora in corso di verifica, ma il successo della manifestazione appare ormai consolidato.

Non a caso, durante la serata inaugurale del 31 marzo al Trocadero, i ministri Mitterand e Lefebre hanno affermato con forza l’intenzione del governo francese di rendere l’evento un appuntamento annuale. Non solo. Le Journées des Métiers d’Art si celebreranno ogni anno durante la stessa settimana, in modo che i cittadini interessati possano abituarsi a questo impegno e gli artigiani abbiano modo di programmare le loro attività con grande anticipo. Infine, è proprio a partire dal 2012 che l’evento è diventato definitivamente esteso a tutta l’Europa. In via del tutto sperimentale, eravamo stati noi di OmA a ricevere l’incarico di fare un primo tentativo limitato alla città. Com’è andato? Difficile dirsi. Come spesso accade in questi frangenti sono arrivate in redazione testimonianze entusiastiche e testimonianze negative. Da parte degli artigiani che non hanno ricevuto il numero di visite che si aspettavano, ma anche da parte dei visitatori che non in un’unica occasione hanno lamentato di aver visitato artigiani poco disposti a dimostrazioni del loro saper fare, scontrosi e scostanti.
Ovvio che l’atteggiamento svogliato da parte degli artigiani non è certo il miglior biglietto da visita per un visitatore curioso e l’atteggiamento rischia di inficiare gli sforzi anche di coloro che hanno preso l’iniziativa con impegno e buona volontà.

Da parte nostra siamo soddisfatti perché in poco più di due settimane siamo riusciti a mettere insieme una sessantina di artigiani disponibili a mettersi alla prova; perché la pagina del nostro sito dedicata all’evento nei tre giorni intorno alla manifestazione ha registrato un boom di visite (oltre 3000 in tre giorni); perché il nostro ufficio stampa è riuscito a far comunicare l’evento a tutte le maggiori agenzie di stampa; perché tanti sono stati gli attestati di stima per il lavoro fatto.

Un ringraziamento speciale va a: Gherardo e Gabriele Filistrucchi che con il loro consueto entusiasmo hanno comunicato l’evento a tutti i loro contatti e generosamente condiviso la loro visibilità con quella di tutti gli altri partecipanti. A Virginia Lopez, giovane artista con cui da pochissimo siamo entrati in contatto, che tra le prime ci ha inviato la foto della locandina esposta. A Angela Corsani, all’Atelier degli Artigianelli, alla Fondazione di Firenze per l’Artigianato Artistico e tutti quegli artigiani che hanno diffuso la notizia tramite i loro contatti Facebook. A Irma Schwegler della sartoria Old Fashion che leggendo le statistiche del suo sito ha notato un incremento di visitatori dalla Francia e ce lo ha subito comunicato. Alla scuola Le Arti Orafe che si è impegnata per portare visibilità a tutto l’Istituto Pio X degli Artigianelli.