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Dimitri Villoresi artigiano contemporaneo che piace a Tim Cook

22 Giu 2018

Durante l’ultima edizione di Pitti Uomo la manifestazione legata alla moda maschile che porta a Firenze non poche personalità tra i suoi clienti si è visto nientemeno che Tim Cook. Il numero uno di Apple, in visita a Firenze proprio nei giorni della kermesse, ha voluto visitare la bottega di Dimitri Villoresi in Via dell’Ardiglione 22 restando affascinato dal luogo e dalla personalità del maestro del cuoio che qui lavora da anni e ama definirsi ‘artigiano contemporaneo’. “Lavoro rigorosamente a mano – racconta Dimitri Villoresi – e seguo istinto e fantasia per la realizzazioni delle mie creazioni, tutte diverse allo stesso tempo riconosco il ruolo della tecnologia. I social come Instagram mi mettono in contatto con altre eccellenze del saper fare tramite immagini accattivanti; alcun clienti, dall’altro capo del globo, grazie alla messaggistica istantanea possono seguire la lavorazione della borsa richiesta e scegliere il colore o decidere la dimensione. Tim Cook è rimasto molto colpito dal mio lavoro e lo ho invitato in un suo prossimo soggiorno fiorentino a provare con le sue mani la mia arte magari sperimentando la costruzione di un porta I-pad a taglio vivo in qui”. Già perché Dimitri, che è anche un artigiano OmA nella sua bottega oltre a lavorare alla creazione di borse e oggetti ama crescere talenti ed ha sviluppato una serie di corsi e workshop per poter tramandare a chi è interessato la capacità di lavorare con le mani e con il cuoio. Da Via dell’Ardiglione son passati gli artigiani torinesi di Trakatan e quelli di Palermo della bottega ‘La borsa del pellegrino”. “Abbiamo bisogno – spiega Villoresi – di concretezza per mandare avanti i mestieri. I miei corsi credono in un’impostazione che guarda al risultato. In un mese di corso e 36 ore di lezione si esce con una borsa realizzata da soli, con due mesi si comprova la manualità e con tre do la possibilità all’artigiano neofita di testare per un mese da solo l’uso e la gestione della mia bottega. Un modo molto pratico per entrare in contatto con l’universo che sta a corredo della creazione del prodotto”. Non solo. Da qualche mese Villoresi ha deciso di andare oltre e in Via dei Federighi 10 rosso ha aperto una nuova vetrina. “Si chiama Déjà-Vu project – racconta- ed è l’evoluzione della bottega. Un luogo commerciale dove si vendono i prodotti anche esposti in modo artistico. Anche un luogo di progettualità dove creare connessioni con altri colleghi che creano con le mani. Sinergie creative per dare nuovo slancio alla creatività”.


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