Dal 24 gennaio all’Istituto de’ Bardi, la mostra di arte tessile di Daniele Davitti

Pubblicato il 12 Gennaio 2026

Astra Codex, una mostra di arte tessile di Daniele Davitti, che unisce naturalmente maestria tecnica, immaginazione e memoria storica. L’esposizione, a cura di Lavinia Pini, si terrà dal 24 gennaio al 14 giugno 2026 nella storica sede dell’Istituto, a Palazzo Capponi in via de’ Michelozzi 2, Firenze.

Astra Codex si presenta come un affascinante compendio astrologico: dodici pannelli dedicati ai segni zodiacali, che non vengono rappresentati attraverso i loro simboli tradizionali, ma reinterpretati a partire da opere d’arte e dettagli architettonici presenti a Firenze, trasformati in figure antropomorfe di straordinaria forza visiva. Ciascun pannello è interamente ricamato a mano con fili bianchi e dorati su tessuti d’epoca tinti in rosa antico dalle artigiane Valentina e Laura Fiorini del laboratorio Ratafià. Perle di fiume, micro perle di vetro e cristalli esaltano la ricchezza dei dettagli. Davitti combina i punti caratteristici del suo stile – punto pieno, raso, cordoncino, nodi francesi – in composizioni minuziose che trasformano il tessuto in un vero medium narrativo e sensoriale.

Oltre ai dodici pannelli, il percorso espositivo dedica una sala al processo creativo: una selezione di disegni preparatori di Davitti permette di seguire l’evoluzione delle figure dall’idea al ricamo, mentre un video del making-of diretto da Lapo Quagli documenta il lavoro dell’artista e le tecniche impiegate nella realizzazione delle opere.

La serie nasce dall’interesse dell’artista per la tradizione astrologica e dal legame profondo tra Firenze e gli studi celesti: una storia secolare che unisce sapere, immagini e committenze illuminate. I dodici segni trovano corrispondenze in chiese, palazzi, ponti, musei e giardini della città. Dalla meridiana solstiziale di San Miniato al Monte alla fontana del Nettuno dell’Ammannati; dalle volte affrescate ai gruppi scultorei, fino alle logge rinascimentali: Daniele Davitti rilegge e attualizza simboli storici, integrandoli nelle sue opere tessili contemporanee. Ogni pannello diventa così una piccola “summa” astrologica, nodo di simboli antichi e forme nuove, e al tempo stesso un omaggio a un luogo preciso della mappa fiorentina. Al termine dell’esposizione le dodici opere verranno montate assieme in un paravento, assumendo l’aspetto di un grande codice , i cui fili uniscono in un solo colpo d’occhio l’intera volta celeste .

La mostra si inserisce pienamente nella missione dell’Istituto de’ Bardi: valorizzare il patrimonio artigianale e artistico, offrire formazione e visibilità agli operatori locali e promuovere progetti culturali capaci di creare un dialogo tra passato e presente, tradizione e innovazione. I visitatori potranno così scoprire come Firenze sia stata, e continui a essere, un laboratorio creativo dove storia, arte e artigianato si incontrano.

Durante tutta la durata della mostra, l’associazione culturale Città Nascosta, che promuove da oltre trent’anni la conoscenza del patrimonio artistico e storico di Firenze, proporrà delle visite guidate ispirate ai segni zodiacali di Davitti, trasformando i simboli reinterpretati dall’artista in percorsi per scoprire angoli nascosti e curiosità della città, in un originale dialogo tra arte, storia e paesaggio urbano.

Daniele Davitti è nato a Firenze nel 1986. Diplomato in Fashion Design presso il Polimoda, ha completato gli studi al Bunka Fashion College di Osaka, dove ha approfondito un approccio estetico improntato alla semplicità e al rispetto dei materiali. Tra mostre personali e collettive in Italia e all’estero — tra cui Immaculate Decay a New York e la retrospettiva Mortalia Cura in Italia — ha attraversato pittura, disegno e collage. Dal 2019 si dedica esclusivamente all’arte tessile e al ricamo. Nel 2024 è stato selezionato per esporre alla Contextile Biennale di Guimaraes, in Portogallo, ed è inserito nella Homo Faber Guide come artista ricamatore.

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