Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura
Pubblicato il 8 Febbraio 2026
Organizzata dal MIC Faenza in collaborazione con la Fondazione Museo Ginori, la mostra “Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura” propone una rilettura originale di due secoli di produzione della manifattura di Doccia. Attraverso il lavoro delle curatrici Oliva Rucellai e Rita Balleri, l’esposizione indaga il profondo legame tra la ricerca estetica e il progresso scientifico, rivelando come dietro ogni forma o colore si celino spesso intuizioni chimiche e sperimentazioni tecniche nate dal superamento dei limiti imposti dalla materia.
Il percorso narrativo prende le mosse dalla metà del Settecento con la figura del fondatore Carlo Ginori, il quale, mosso da una vera passione per la chimica, si dedicò personalmente alla messa a punto della ricetta per l’impasto della porcellana. La narrazione prosegue analizzando la produzione scultorea e l’arricchimento della decorazione pittorica, valorizzando le innovazioni introdotte da figure chiave come Carlo Leopoldo Ginori, a cui si deve l’invenzione della fornace a quattro piani, e il chimico Giusto Giusti, capace di riscoprire l’antica tecnica del lustro rinascimentale.
L’esposizione accompagna il visitatore fino al passaggio della Ginori alla dimensione industriale, culminando con la nascita della Richard-Ginori nel XX secolo e l’esposizione di prodotti inusuali come le porcellane elettrotecniche. Oltre a celebrare l’eleganza del marchio, l’evento rappresenta un’occasione preziosa per ammirare capolavori scultorei come “Amore e Psiche”, rendendo accessibili le collezioni del Museo Ginori di Sesto Fiorentino durante il suo periodo di chiusura per ristrutturazione.
Oltre ai capolavori artistici, viene dato spazio anche alla produzione quotidiana e alla ricerca scientifica, come dimostrano l’invenzione della fornace a quattro piani e l’espansione della tavolozza cromatica grazie ai progressi della chimica ottocentesca, che introdussero tonalità prima impossibili come il verde cromo.
Il percorso documenta inoltre la capacità della manifattura di rinnovarsi costantemente, passando dalla riscoperta dei preziosi “lustri” rinascimentali all’adozione di tecniche industriali moderne. Tra queste spiccano la decalcomania e l’uso della fotografia, sviluppato in collaborazione con i fratelli Alinari per personalizzare i manufatti. L’esposizione si chiude con l’ingresso della Ginori nel mondo dell’elettricità, trasformando oggetti puramente funzionali come gli isolatori in veri esempi di design industriale, capaci di unire estetica e utilità tecnica.
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