La mostra: Capucci Dionisiaco

Il couturier d’Alta Moda in mostra a Palazzo Pitti con inediti disegni di costumi per il Teatro.

Un couturier inedito che parla dell’arte del teatro grazie a quella del disegno. E’ la mostra Capucci Dionisiaco in scena all’andito degli Angiolini di Palazzo Pitti a Firenze fino al 14 febbraio 2018 in una rassegna di 72 opere su carta di grande formato (cm 70 x 50) che apre una nuova strada rispetto alla lunga attività del maestro dell’Alta Moda dedicata all’universo femminile. Capucci ha infatti voluto esporre una suite di disegni con un inaspettato e sorprendente repertorio di costumi maschili per il teatro che, sin dagli anni Novanta e nel più assoluto riserbo, gli sono stati ispirati dall’idea di una messinscena onirica, dando libero sfogo a un’inesausta fantasia d’artista affrancato dalle mode e dalle ribalte internazionali di tutti i tempi.
Un insieme di “follie” – come lo stesso Capucci afferma – e che non a caso ha scelto di presentare a Firenze, la città dove ha debuttato nel lontano 1951 con una sfilata “a sorpresa” nell’ambito della First Italian High Fashion Show organizzata dal marchese Giorgini e dove, nel solco di un’imperitura tradizione artistica e culturale, “sempre aperto è il dialogo fra passato, presente e futuro”. Una rassegna sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze che ha ritenuto “doveroso – ha spiegato il presidente Umberto Tombari – offrire il suo sostegno a questa mostra perseguendo nelle sue finalità di promuovere e sostenere le iniziative artistico-culturali, la creatività e l’innovazione delle arti e dei mestieri, della musica, del teatro, del disegno e del sistema moda. L’ esposizione è inoltre una opportunità per gli studenti italiani e stranieri che, nell’ambito delle attività di Polimoda, sostenute dalla nostra Fondazione CRF, approfondiscono la loro formazione in questo ambito così importante’’
“I punti focali di ogni figura – spiega quindi Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, nel suo testo in catalogo – sono soprattutto la testa e i fianchi, dove si concentra il colore, da dove partono sbuffi e girandole, nastri e piume, elmi e carapaci imprevedibili per l’osservatore, ma certo non per l’autore, che nella precisione e nella qualità calligrafica del segno sembra tradurre sulla carta un progetto quasi ingegneristico, comunque già perfettamente sviluppato nella mente e senza ripensamenti. La creatività si unisce al rigore della materia: un Capucci dionisiaco, sì, ma con ferrea disciplina”.

Info: CAPUCCI DIONISIACO
DISEGNI PER IL TEATRO, Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti, Firenze
fino al 14 febbraio 2018