Museo Ferragamo
C'è un museo a Firenze che racchiude al suo interno la storia di un artista, di un artigiano che ha fatto del suo mestiere di calzolaio una raffinata arte.
Salvatore Ferragamo nasce in provincia di Avellino (Bonito, 5 giugno 1898 – Firenze, 1960). Si racconta cha la sua passione sia nata dopo aver creato per le sorelle le prime calzature.
Non ancora adolescente dimostrò una grande passione per le scarpe; a 11 anni divenne apprendista a Napoli presso un calzolaio e a 13 riuscì ad aprire un suo negozio a Bonito.
A 14 anni raggiunge in America uno dei fratelli che lavorava in un grande calzaturificio di Boston. Salvatore fu affascinato dalla modernità delle macchine e dei processi di lavoro vedendone anche i limiti qualitativi. Agli inizi degli anni Venti si trasferì da un altro fratello in California, dove inaugurò una bottega di riparazioni per calzature. Qui ebbe inizio il suo grande sogno, riuscendo ad entrare in contatto con la macchina dei sogni, il favoloso mondo del cinema che proprio in quegli anni prosperava.
Iniziò a disegnare e realizzare scarpe per il cinema, sempre alla ricerca di scarpe che calzassero alla perfezione. Curioso e professionista assoluto nella sua arte, studiò anatomia umana, ingegneria chimica e matematica all’università a Los Angeles.
Quando l’industria del cinema si spostò ad Hollywood Salvatore Ferragamo la seguì e ,nel 1923, aprì il celebre Hollywood Boot Shop diventando così il calzolaio delle stelle.
Decise di tornare in Italia quando si rese conto che le sue creazioni avevano bisogno di manodopera italiana. Scelse quindi Firenze, città tradizionalmente ricca di abili artigiani, continuando ad esportare negli Stati Uniti.
Dopo il fallimento, avvenuto per colpa della grande crisi economica del ’29, Ferragamo si rivolse così al mercato interno. Affittò due laboratori e un negozio nel Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni, producendo in quel periodo alcune delle sue creazioni più popolari e imitate, come le ‘zeppe’ di sughero, solide e leggere. Creativo, innovativo, era sempre originale, un vero artista.
Egli non prese mai il suo lavoro come tale, per lui era una dedizione, studiava e creava, il suo estro era a totale uso e consumo delle sue mani laboriose. Progettava sistemi innovativi per rendere comode le sue calzature. Amava il lavoro perfetto, totalmente artigianale e di altissima qualità.
Il successo gli permise di acquistare Palazzo Spini Feroni, tuttora sede dell’azienda.
Salvatore Ferragamo muore nel 1960. La sua eredità è incommensurabile, un personaggio così prezioso che ha fatto di un’idea un’icona mondiale. Riuscì a raggiungere il suo obbiettivo, creare calzari degni di una divinità.
L’aziendaFondata nel 1928 e guidata da Salvatore Ferragamo fino alla sua morte, nel 1960, l’azienda è rimasta nelle mani della famiglia Ferragamo: la moglie Wanda ed i sei figli che, raggiunta la maggiore età, hanno ricoperto i ruoli chiave dell’azienda, contribuendo alla sua espansione sia nell’offerta di prodotti che nella distribuzione. Palazzo Feroni Spini dal 1938 è la sede principale dell’azienda.
Nel 1995 è stato inaugurato a Firenze il Museo, dedicato all'opera del fondatore. Il 5 dicembre 2006 è stato riaperto in una nuova location a Palazzo Spini Feroni.
La collezione di calzature, di cui si avvale il museo, documenta l’intero arco di attività di Salvatore Ferragamo, dal suo ritorno in Italia nel 1927 fino al 1960, anno della sua morte ed è arricchita anche dalla produzione di calzature successiva alla morte di Salvatore Ferragamo fino ai giorni nostri.
Vi sono all’interno diecimila modelli, oltre a un prezioso archivio dove si conservano filmati, fotografie, abiti ed accessori. La collezione viene esposta a rotazione, si crea così la possibilità di approfondire sull’argomento.
Il MuseoParticolare è l’ aspetto di un museo aziendale, in questo caso si tratta di un luogo dedicato al fondatore dell’azienda. La fortuna del Museo Ferragamo è quella di avere l’opera realizzata dal fondatore, il prodotto, nella fattispecie scarpe da donna, prodotti veramente artigianali, spesso fatti anche in esclusiva che si possono classificare come vere e proprie opere d’arte.
La Ferragamo è stata la prima azienda a fare una mostra dedicata al proprio marchio nel 1985. Da lì è iniziato il lavoro per la costituzione di un archivio, o meglio di una messa a sistema dell’archivio che in parte esisteva già grazie alla lungimiranza del fondatore e della sua famiglia.
Partendo quindi da questo materiale, gli obbiettivi sono stati una serie di attività con il fine ultimo di aggiungere innovazione al tema che viene affrontato, cercando sempre di proporre l’esclusività di quel che viene raccontato. Vi è un’attenzione particolare all’artigianato cercando di mettere in luce anche l’aspetto legato al territorio, di come Ferragamo fu un grande creativo che trovò nel territorio fiorentino l’humus adatto per esprimere il suo estro.
Il museo e l’arte contemporanea
Molteplici sono state le iniziative legate al contemporaneo, come la mostra intitolata Game del 2003: venne dato un modello d’archivio a diciannove artisti contemporanei in modo che potessero reinterpretare un modello classico in chiave moderna.
La volontà è quella di fare un’operazione più culturale, non soltanto legato al prodotto dell’azienda.
Attività didattiche
Interessante è il concorso, legato al museo, per giovani stilisti; il ricavato del museo va a sponsorizzare delle borse di studio per giovani con intenzione di effettuare un investimento per la loro formazione.
di Federica Faraone
Con il prezioso contributo della prof.ssa Stefania Ricci, direttrice del museo.
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