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Museo dell’ Arte della Lana – Lanificio di Stia

Dalla prima metà dell’Ottocento agli anni Cinquanta del XX secolo, il Lanificio di Stia è stato il perno attorno a cui ruotava l’economia della zona; nei primi decenni del Novecento era uno dei principali lanifici italiani.

Gli ampi e luminosi spazi del Lanificio non sono semplicemente un “contenitore” ma sono essi stessi “museo”, in quanto luogo della memoria, testimonianza del passato produttivo, ricco di significati in primo luogo per la popolazione locale.
Oggi l’edificio rinasce, non più come luogo di produzione, ma come centro di diffusione della cultura del tessile propria di questo territorio.
Oltre a rappresentare la memoria storica dell’attività del Lanificio, il museo vuole essere uno spazio vivo, un’esperienza per il visitatore che può toccare, annusare, ascoltare, imparare, provando in prima persona, la manualità di alcuni gesti propri dell’arte della lana.

Il Museo e la collezione

museo della lana di stia retinatriceIl primo nucleo del museo fu realizzato nel 1996 grazie alla disponibilità ed alla passione di Gabriele Grisolini e Pier Luigi della Bordella, con l’intento di continuare a dare dignità al Lanifico di Stia. Esso aveva sede presso alcuni spazi contigui al negozio di proprietà di Grisolini, con la          dicitura Mostra Documentaria sullo Storico Lanificio di Stia “Luigi Lombard”, la quale accoglieva foto d’epoca, documenti su campionari, registri contabili, oltre che oggetti di particolare valore simbolico.
Attualmente, dopo che nel luglio 2010 gli spazi del Lanificio hanno ripreso vita grazie alla creazione al suo interno del Museo dell’Arte della Lana, il percorso museale inizia con un salto nel tempo, fino ad arrivare ai primordi della civiltà umana, quando la tessitura era un’attività centrale nella vita dell’uomo; un’attività così importante che molti miti dell’antichità utilizzano metafore legate a questo mondo: lo stratagemma della tela tessuta da Penelope, il filo con cui Arianna fa uscire Teseo dal labirinto, come pure la rappresentazione della vita come filo governato dalle tre Parche.
All’interno del museo è illustrato il ciclo della lavorazione della lana svolto, fino a qualche decennio fa, da una moltitudine di artigiani, uomini e donne, sparsi sul territorio. Un’attività che scandiva la vita di monti, vallate e paesi del Casentino.  Si esamina il ruolo fondamentale svolto nel Medioevo dalle corporazioni fiorentine che regolavano queste attività e che influirono anche sullo sviluppo dell’arte della lana della zona.

museo della lana di stia laboratorio tessileI laboratori didattici
I laboratori comprendono una serie di attività finalizzate a conoscere le fibre tessili e i principi fisici alla base delle lavorazioni che trasformano la lana.
Per quanto riguarda le fibre tessili, si mira al riconoscimento attraverso il tatto, sia toccando le fibre stesse che i tessuti da esse ricavati.
Inoltre vengono messe a confronto le caratteristiche delle diverse fibre che ne influenzano l’utilizzo.
L’obbiettivo è far capire i principi alla base dei processi che trasformano la lana in filo e il filo in tessuto.

INFO
Museo dell’Arte della Lana
c/o Lanificio di Stia
Via Sartori, 2 – 52017 Stia (Ar)
tel. 0575.582216 – 338.4184121
Web www.museodellartedellalana.it
E info@museodellartedellalana.it


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