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Museo del Bargello

Dall’abside del duomo si apre per via del Proconsolo, proseguendo sulla sinistra si trova un imponente edificio in pietra scura, palazzo eretto nel duecento e successivamente ampliato.

bargello facciataIl palazzo

Tra la fine del Duecento e i primi vent’anni del secolo successivo il Palazzo del Bargello assunse l’aspetto attuale  con la costruzione della scala esterna del cortile. La sua prima destinazione era quella di sede stabile delle istituzioni cittadine, per questo era detto Palazzo del Capitano del Popolo. Solo più tardi verrà chiamato Bargello, infatti dal 1574 vi fu insediato il Capitano di Giustizia detto anche Bargello, cioè il capo della polizia ed alcune sezioni furono adibite a carceri. Fu solo nel XIX secolo che queste furono abolite, il palazzo restaurato, arricchito di decorazioni ed infine destinato ad ospitare il Museo Nazionale del Bargello.
Questo venne inaugurato nel 1865 ed oggi rappresenta uno dei musei più importanti al mondo per le raccolte di sculture rinascimentale e di oggetti d’arte applicata.

Il museo

Vi sono confluiti molto oggetti, come bronzi, maioliche e statue, provenienti dalla collezione originaria degli Uffizi, oltre a monete della Zecca, sigilli dell’archivio di stato, lasciti, depositi e donazioni private come la donazione della preziosa collezione Carrand (1888). Entrarono a far parte della collezione molti oggetti d’arte applicata, parte dei quali si trovano oggi all’interno del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, costituito soltanto nel 1928.

david donatello bargelloColpito duramente dall’alluvione del 1966, il museo ha promosso ed investito nelle operazioni di restauro e ricerca tecnica in riferimento alla scultura e alle arti cosiddette minori. Accade che il restauro di un’opera divenga l’occasione per farla conoscere meglio anche al pubblico che può assistere all’operazione in loco. Così è capitato per il David di Donatello, il cui restauro è stato eseguito interamente all'interno del Salone di Donatello, dove la scultura è normalmente esposta. Attraverso la realizzazione di un cantiere aperto, si è reso il lavoro visibile al pubblico dotandolo di tutte le misure di sicurezza. L'installazione di un monitor, rivolto verso l'esterno e collegato da telecamere all'area di intervento, ha consentito ai visitatori di seguire puntualmente le operazioni di restauro.
Tutti questi interventi e lo spostamento delle opere per consentirne la manutenzione, ha favorito lo studio e la documentazione della storia del palazzo e del museo, riuscendo ad avere molte informazioni utili per riorganizzare l’esposizione della collezione, recuperare opere depositate altrove ma che originariamente erano qui. Numerose sono state le acquisizioni tese a completare la campionatura delle tipologie maggiormente rappresentate nel museo come medaglistica, ceramica e scultura.
Ad oggi gli spazi sono ottimizzati e l’esposizione razionalizzata per temi e provenienze.

Cuore del sistema museale è il cortile gotico a portici, con arcate ogivali sorrette da pilastri ottagonali e  numerosi stemmi a parete. Da qui si accede alla sala del Trecento dove si trovano opere di Arnolfo di Cambio e Tino di Camaino.
La successione cronologica delle opere prevedrebbe di salire al primo piano, ma l’attenzione è catturata dal salone in cui sono esposte opere di Michelangelo e altri capolavori della scultura fiorentina del XVI secolo.
Salendo invece al primo piano, si attraversa il loggiato affacciato verso il cortile dove si possono vedere gli animali in bronzo originariamente realizzati dal Giambologna per la villa medicea di castello. Si entra dunque nel salone del Consiglio generale, vasto ambiente gotico con volte a crociera che ospitano i capolavori di Donatello e altri scultori del Quattrocento.
Si giunge dunque alle sale dedicate alle arti cosiddette minori e alle donazioni, sala islamica con armi, gioielli, avori e tappeti arabi, la sala Carrand, con una scelta delle circa tremila opere donate dal collezionista francese Louis Carrand (1888) tra cui smalti di Limoges, avori, piccoli dipinti, vetri, oggetti d’uso e gioielli.
Proseguendo si trovano oggetti di vetro e arredi lignei cinquecenteschi, giungendo infine alla sala delle Maioliche, antologia delle manifatture italiane rinascimentali.

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