Caroline Felber e l'arte del cappello di paglia
Modista e curatrice della mostra 'Dalla Spiga al Cappello', Caroline Felber racconta com'è nata l'idea della rassegna, il suo legame con Firenze, la paglia e l'arte di un mestiere tornato di moda.
Conosce e ama Firenze e l'Italia da sempre. Al capoluogo toscano e al gusto tradizionale del 'made in Italy' come garanzia di fatto a mano la legano passione per la moda e attenzione alla qualità del prodotto. Caroline Felber, è una modista svizzera, da 25 anni si dedica nel suo laboratorio di Lucerna (Hüte & Mützen GmbH) alla creazioni artigianale di cappelli, berretti e “di tutto ciò che si può mettere in testa”. Nel 2003 entrando in una libreria fiorentina la scoperta di un originale titolo “La paglia – intrecci Svizzeri a Firenze” un volume che ripercorreva la storia, poco nota, dei rapporti tra il suo paese e il capoluogo toscano uniti nel segno della paglia. Da allora Caroline ha cercato di ricucire la memoria di quegli intrecci e oggi, supportata dall'Osservatorio dei Mestieri d'Arte della Toscana da sempre sensibile ai progetti legati al recupero e alla valorizzazione delle eccellenze artigiane, è la curatrice della mostra itinerante 'Dalla spiga al cappello', Intrecci di paglia tra Italia, Svizzera e Inghilterra che dal 29 giugno al 31 luglio arriva in Italia al Museo
Marino Marini di Firenze. “Una rassegna – racconta Caroline – che a Bleichi, città di Wohlen in Svizzera ha riscosso un sold out di visitatori che hanno apprezzato le curiosità storiche legate alla produzione della paglia intrecciata e riscoperto il fascino di un accessorio che oggi le passerelle degli stilisti internazionali hanno rivalutato come vediamo dalle collezioni in vendita per la P/E 2010. Alla base di tutto resta il lavoro prezioso della modista. Una professione rimasta invariata da 150 anni. Il cappello è una creazione da atelier, che si perfeziona ancora oggi solo grazie ad una lavorazione manuale”. Se la lavorazione industriale e l'assortimento dei materiali ha inciso sulla diffusione di cappelli low cost, Caroline è convinta che salvaguardare la storia e l'attività di chi sa intrecciare una paglia fiorentina o un Panama Superfino abbia ancora un senso. Come dimostra la mostra al Museo Marino Marini.
Cosa pensa della location scelta per la mostra?
Sono entusiasta degli spazi del Museo Marino Marini e grata all'Osservatorio dei Mestieri d'Arte della Toscana che ha reso concreta un'idea originale. Anche dopo l'inaugurazione ufficiale della rassegna abbiamo pensato di organizzare delle lezioni sul tema.
Quali le curiosità della rassegna?
Non sarà una mostra enciclopedica, ma ricca di curiosità e, per come verrà allestita, capace di coinvolgere i visitatori in un viaggio nel mondo della paglia. Per loro filmati da vedere che ripercorrono più di un secolo di moda e un'esperienza pratica: quella di poter provare dei cappelli. A disposizione ce ne saranno circa 50 per avvicinare il grande pubblico globale che passa da Firenze ad un accessorio non sempre facile da portare. Tra le curiosità, al Museo sarà allestita una selezione di cappelli che ho avuto l'onore di restaurare e che sono appartenuti alla moglie di Marini, Marina estimatrice e 'collezionista' . Tra le chicche ci sarà anche il mio laboratorio pronto a mettere in campo la propria professionalità per avvicinare i visitatori al fascino della produzione hand made.
In che modo la rassegna è stata allestita nella cripta dell'ex Chiesa di San Pancrazio?
Abbiamo messo a punto insieme a Robi Müller (www.shape.to; direzione progettuale, ricerche), Martina Nievergelt (scenografia), Jörg Grüniger (graphic design), Urs Hangartner (ricerche, redazione) e Kubik, Horw-Luzern (costruzioni) diversi moduli espositivi che guidino i visitatori dalla storia all'economia fino alla moda.
Vai alla Gallery >>


